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Intelligenza artificiale locale: usare l'AI senza far uscire un dato dall'azienda, a Treviso e Belluno

Modelli AI che girano sui computer dell'azienda, dettatura e ricerca nei documenti senza cloud: cosa fa bene l'AI locale, cosa no e quanto costa a Treviso e Belluno.

Ruggero produce componenti stampati per elettrodomestici in provincia di Treviso, sessanta persone, un ufficio tecnico con tre progettisti. Un pomeriggio passa dietro alla scrivania di uno di loro e lo vede incollare un disegno in un chatbot, con la tabella delle tolleranze e il nome del cliente in bella vista, per farsi riassumere le specifiche. Non si arrabbia, perché capisce che il ragazzo sta solo cercando di fare prima. Ma quella sera mi telefona: "Voglio usare queste cose, mi rendo conto che servono. Però i disegni, i listini e i contratti non devono finire su un server di qualcun altro. Si può?".

La risposta è sì. Oggi esistono modelli di intelligenza artificiale che girano sui computer dell'azienda, senza connessione a un servizio esterno, e che fanno bene un insieme preciso di lavori: trascrivere il parlato, cercare e riassumere i documenti interni, preparare bozze di mail e relazioni, classificare e smistare. Non fanno tutto quello che fanno i grandi modelli in cloud, e questo articolo serve anche a dire con chiarezza cosa non fanno. Ma per un'azienda che ha nei documenti la sua conoscenza, e che non vuole regalarla, l'AI locale è la strada corretta.

Cosa vuol dire davvero "locale"

Locale significa che il modello, cioè il programma che capisce e produce testo, è installato su una macchina che sta in azienda, nella stanza server o sotto una scrivania, e che le domande e i documenti non lasciano mai la rete interna. Non c'è un abbonamento a un servizio, non c'è un contratto sul trattamento dei dati da leggere, non c'è il dubbio su cosa succeda a quel disegno dopo che è stato caricato.

La differenza con il chatbot che usava il progettista di Ruggero è tutta qui. Il chatbot è comodo e potente, ma ogni cosa che gli scrivi viaggia verso un server fuori dall'azienda. Per una ricetta di cucina è indifferente. Per il disegno di un componente che il cliente ti ha chiesto di tenere riservato, no.

Locale non vuol dire artigianale. I modelli aperti che si installano oggi sono prodotti seri, aggiornati di continuo, e su una macchina adeguata rispondono in pochi secondi. Il lavoro sta nello scegliere quello giusto per il compito, collegarlo ai documenti dell'azienda e costruirci sopra gli strumenti che le persone useranno davvero.

Le tre cose che un modello locale fa bene

La prima è la dettatura. Un tecnico che torna da un sopralluogo parla al telefono per tre minuti e trova il rapporto scritto, in italiano corretto, nel formato dell'azienda. Un titolare detta le note di una riunione con un cliente e le ritrova ordinate. La trascrizione locale è precisa anche con i termini tecnici, se le si insegnano, e l'audio non esce mai.

La seconda è la ricerca nei documenti interni. Vent'anni di offerte, disegni, schede tecniche, verbali di collaudo, contratti, capitolati: oggi stanno in cartelle condivise dove trova le cose solo chi le ha messe. Un modello locale li legge tutti e risponde a domande come "che tolleranza avevamo concordato con quel cliente sul componente X nel 2023" oppure "quali contratti hanno una clausola di esclusiva", indicando il documento da cui prende la risposta. È la memoria dell'azienda che torna accessibile a tutti.

La terza è la scrittura assistita: bozze di mail, relazioni tecniche, risposte a capitolati, riassunti di documenti lunghi. Con i documenti dell'azienda a disposizione, il modello scrive nei vostri termini e con le vostre formule, e la persona rilegge e firma.

Cosa un modello locale non fa bene, detto onestamente

Qui bisogna essere chiari, perché è il punto su cui si prendono le decisioni sbagliate. Un modello che gira su una macchina aziendale è più piccolo di quelli in cloud. Ragiona meno in profondità su problemi che non ha mai visto, sbaglia di più se gli si chiedono calcoli lunghi, e nelle lingue meno diffuse scrive peggio. Se il lavoro è "inventa una strategia commerciale per un mercato nuovo", il cloud è più bravo. Se il lavoro è "trova, riassumi, trascrivi, compila, dentro i miei documenti", il locale fa quello che serve.

C'è poi la velocità con più persone insieme. Una macchina serve bene una decina di utenti che lavorano a turno; se cinquanta persone fanno domande nello stesso minuto, servono macchine più grandi. E la generazione di immagini, i video, i modelli più recenti che escono ogni mese: sul locale arrivano dopo, e a volte non arrivano.

La scelta giusta, nella maggior parte delle aziende che vedo, è mista: locale per tutto quello che tocca dati riservati, cloud, con i dovuti accorgimenti, per quello che non li tocca. La regola si scrive in una pagina: cosa può uscire, cosa no.

Quanto costa e quanto dura

Un progetto di AI locale ha due voci. La macchina, che si compra una volta: un computer con una scheda grafica adeguata, dimensionato su quanto deve fare e per quante persone. E il lavoro di costruzione: installare i modelli, collegarli ai documenti, costruire gli strumenti, dettatura, ricerca, scrittura, e formare le persone che li useranno. Questa seconda parte, per un'azienda come quella di Ruggero, sta tra i 5.000 e gli 8.000 € e si chiude in poche settimane. Non ci sono abbonamenti a consumo: la macchina lavora per anni e i modelli aperti si aggiornano senza pagare licenze.

Il progetto parte da una sola cosa, quella che fa più male oggi. Per Ruggero è la ricerca nei disegni e nelle offerte. Si mette in piedi, la si fa usare all'ufficio tecnico per due settimane, si corregge, e poi si aggiunge la dettatura.

Il bando Doppia Transizione 2026 e la scadenza di ottobre

Il motivo per non rimandare al prossimo anno è il bando Doppia Transizione 2026 della Camera di Commercio di Treviso-Belluno. Per le micro, piccole e medie imprese con sede legale o anche solo un'unità locale in provincia di Treviso o di Belluno, se ammesse, copre il 50% della spesa in intelligenza artificiale, software, consulenza e formazione digitale, fino a 40.000 € di contributo, con un investimento minimo di 1.200 €.

Il meccanismo è a rimborso: alla domanda il progetto deve essere già concluso e pagato. Valgono le spese sostenute dal 1° gennaio 2026 e le domande si presentano fino al 23 ottobre 2026 sulla piattaforma ReStart di InfoCamere, a sportello, quindi i fondi possono esaurirsi prima. Un progetto di AI locale da 6.000 € chiuso e saldato entro ottobre, se ammesso, torna indietro per metà. Chi nel 2026 ha già speso in software o consulenza digitale può portare in domanda anche quelle fatture.

Una precisazione che faccio sempre: non siamo consulenti di finanza agevolata e non decidiamo noi chi rientra, lo stabilisce la Camera di Commercio con i suoi criteri. Noi costruiamo la tecnologia e ti lasciamo la fattura pagata e la relazione tecnica che descrive cosa è stato installato e cosa fa.

In NestD il primo passo è un assessment gratuito di 30 minuti: guardiamo quali dati non devono uscire, quali lavori ripetitivi pesano di più, quali computer avete già, e ti diciamo cosa ha senso mettere in locale, cosa no, e quanto costa. Nessun modulo: si prenota dal calendario su https://nestdsuite.com/bandi/treviso-belluno/.

Le domande che mi fanno più spesso

Serve un server dedicato o basta un computer normale?

Per la dettatura e la ricerca nei documenti di una piccola azienda basta un computer da ufficio con una buona scheda grafica. Se gli utenti sono molti o i documenti sono decine di migliaia, serve una macchina più grande. Lo si dimensiona nell'assessment guardando i numeri veri.

La qualità è paragonabile ai chatbot che usiamo già?

Per trovare, riassumere, trascrivere e compilare dentro i vostri documenti, sì. Per ragionamenti lunghi su problemi nuovi o per lingue rare, no. Per questo la scelta giusta è quasi sempre mista, con una regola scritta su cosa può uscire.

Chi tiene aggiornato il sistema?

I modelli aperti si aggiornano senza costi di licenza. La manutenzione si concorda: può farla il vostro informatico, con la documentazione che lasciamo, oppure noi con un intervento periodico.

Possiamo usarlo anche per i dati dei dipendenti e i contratti?

È uno dei motivi per cui si sceglie il locale. Buste paga, contratti, dati sanitari dei lavoratori non escono dalla rete aziendale, e il sistema rispetta i permessi che avete già sulle cartelle: chi non può aprire un documento non lo vede nemmeno nelle risposte.

Scritto da NestD — Nord-Est Tech Development, studio di sviluppo software AI locale-first in Veneto.